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Il prelievo

Sabato, ore 7.00.

Bip bip bip bip.
La sveglia.
Bip bip bip bip.
Suona.
Bip bip bip bip.
La spengo.
Clic.

Devo fare gli esami del sangue, mi alzo presto perché non voglio trovare troppa gente.

Entro nello studio medico e prendo il numerello, 46. Alzo lo sguardo verso e il pannello luminoso che indica che è il turno del n. 35.
Prendo posto e mi metto a leggere (Il potere del cane di Don Winslow) in attesa del mio turno.
einaudi-il-potere-del-cane

Il libro è davvero bello e la storia mi coinvolge a tal punto che quando alzo lo sguardo mancano solo un numero al mio turno.
Accettazione e via, sono pronto.

Buongiorno dico alla Dottoressa.
Buongiorno, si sieda mi risponde con l’accento di qualche paese dell’est Europa.
Grazie“.
Appoggi il bene il braccio“.
Ecco
Appoggi il bene il braccio mi ripete.
Sì, è appoggiato
Appoggi il bene il braccio insiste la Dottoressa.

:O

“Miiii, ho capito!!!” (come direbbe Aldo), penso.

Sì, ho capito, è già tutto appoggiato!

Finalmente la Dottoressa si convince che il mio braccio sia totalmente appoggiato al bracciolo ed inizia a tastare le vene.
Dopo qualche secondo mi chiede: Continua a leggere

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Walter, la sveglia!!!

Evito di raccontare i dettagli della serata, basti sapere che ci si è quasi allagata la sala a causa di una perdita del calorifero.
Mentre la mia dolce mogliettina aiutava il figlio maggiore nel ripassone pre-compito in classe e Alice mi chiedeva a raffica: “Papà, mi accendi la televisione? Voglio vedere un cartone“, io lottavo con un getto d’acqua tipo Geyser.

geyser

Per fortuna è venuto in soccorso il mio Super Papà e tutto si è risolto per il meglio.
Grazie ancora Papà.

Finiti i ripassi e i cartoni, i bambini vanno a nanna e Barbara li segue a ruota accompagnata dal mal di testa.
Io mi guardo 10 minuti di Hazzard su Fox Retro e un episodio di Top Gear. Alle 23.30 vado a letto anche io.

Leggo 10 minuti poi la vista si annebbia e gli occhi si incrociano. Spengo e mi addormento all’istante come solo mia moglie sa fare.

Sogno di essere in montagna, in un bosco di alberi altissimi che lasciano filtrare i raggi del sole che illuminano la neve che ricopre sentiero pianeggiante.
C’è gente in lontananza vicino ad una baita. Io seguo il sentiero che mi porta fuori dal bosco.
Il panorama è magnifico e sento il calore del sole sulla pelle. Mi fermo un minuto ad osservare la natura. 
Sento avvicinarsi qualcuno, forse uno sciatore di fondo che segue le tracce sul sentiero.
E poi… Continua a leggere

Il buongiorno si vede dal mattino

Ci sono giorni dove qualcosa di buono, di positivo o di qualcosa che non so spiegare, è nell’aria.
La giornata di oggi (giovedì 24/10/13) è stata una di quelle.

Anche se sono uscito dall’ufficio alle 20.45 dopo una giornata piuttosto intensa (scrivo dalla metropolitana con lo stomaco che brontola), gli eventi odierni non mi fanno sentire la stanchezza, non tutta almeno.

Davide, il mio primogenito, è da sempre allergico all’uovo e oggi abbiamo appuntamento per la reintroduzione dell’alimento al Fatebenefratelli di Milano.
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Barbara, mia moglie, è in ansia perché il tentativo fatto lo scorso anno non è andato bene. Davide è stato parecchio male. Ci riproviamo anche quest’anno ma, sia io che lei, siamo quasi convinti che ci sarà poco spazio ai miglioramenti.

Davide si è svegliato ancora prima di essere chiamato da noi.
“Papà, hai visto che bravo?” mi dice tutto orgoglioso e con la faccia ancora gonfia dal sonno.
“Bravissimo Davide”

“Papà, sono sveglia anche io” dice la sorellina Alice.
“Bravissima Alice”.

I bambini sono anestetizzati dal sonno, quindi Barbara non deve urlare più di tanto per far fare loro le cose.
Diciamo che l’ostacolo principale, cioè Davide che fa colazione, oggi non si presenta: deve rimanere a digiuno per fare tutti gli esami.

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