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Una mano da incubo

Martedì, ore 4.00.

Mi sveglio.
Guardo l’orologio.
Dormono tutti.
Al mio fianco però Barbara è agitata.
Le poso una mano sul fianco per tranquillizzarla e…

“AHHHHHH!!!”

Inizia ad urlare e a respirate in modo accelerato.

“AIUTO, UNA MANO!”

Continua a voce sempre più alta.

“Sì è la mia!” cerco di risponderle.

“AIUTO AIUTO”

Miseriaccia, mi è venuto un coccolone. Avrò perso due anni di vita.

Ti ho solo appoggiato la mano sul fianco” le dico.
Ma non serve a nulla parlarle, anche perché in realtà non si è mai realmente svegliata e ora dorme come se nulla fosse.

Risultato:
Lei dorme alla grande.
Io con gli occhi sbarrati.

Martedì, ore 7.00.

Barbara, mi spieghi cos’è successo stanotte?
Ho fatto un brutto sogno e mi sono spaventata a morte!
A chi lo dici, urlavi come una pazza, sono io che mi sono spaventato“. “Vabbé dai, racconta!

Insomma, stavo rifacendo il letto e mentre infilavo le lenzuola sotto al materasso è spuntata una mano che mi ha afferrato il braccio!

Scusa ma tu sogni di rifare il letto?

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Un tranquilla notte di paura

Avete presente quando state leggendo un libro e dopo un attimo vi ritrovate a rileggere lo stesso paragrafo più volte perché (probabilmente) vi siete addormentati?

Bene, vuol dire non sono l’unico.

Ieri sera c’è stata un’evoluzione di questo fenomeno: mi è accaduto guardando in Tv una puntata registrata di Fringe.
FringeNon è colpa del telefilm, sia chiaro, ma iniziando la visione in seconda serata, te cala la palpebra!

Barbara, dopo aver stirato tutta la sera, è andata a nanna ben oltre le 23.00.
Io, come dicevo, sono rimasto “su” per guardare la tv.

Ogni puntata dura circa 45 minuti e ricordo esattamente tutta la storia fino al minuto 35. Gli ultimi 10 minuti sono solamente una serie di immagini senza capo nè coda.
Ricordo di aver riportato al minuto 35 per ben 5 volte ma niente… non ricordo nulla.

Giovedì 8 gennaio 2015, ore 00.43
Spengo la tv, scosto la copertina e mi alzo accompagnato da un sonno pazzesco.
Vado in camera. Barbara dorme profondamente.
Spengo la luce notturna che mia moglie tiene accesa per me e al buio giro attorno al letto per andare dalla mia parte. Scosto con movimento misurato il cuscino e le lenzuola cercando di fare il minor rumore possibile. Solo un leggero fruscio accompagna il movimento e…
Barbara si mette ad urlare:

AIUTO, C’È QUALCUNO IN CASA!!!

emoticon_paura

Mi si gela il sangue nelle vene, mi siedo sul letto e faccio per abbracciarla ma non so se è ancora sdraiata oppure si è seduta.
La colpisco involontariamente con un pugno e capisco che era seduta.
Lei grida ancora più forte:

UUUUUUOOOOOORRRRGGHHHHH!!!!

Cerco di calmarla abbracciandola e la faccio appoggiare sul cuscino.
“Sono io, Walter, tuo marito. Stai tranquilla. Dormi”

Dalla camera dei bambini giunge qualche rumore. Per fortuna si stanno solo rigirando nel letto infastiditi dalle urla della madre ma non si sono svegliati.

Dopo qualche minuto tutto sembra tranquillo, sciolgo l’abbraccio e provo ad infilarmi sotto le coperte. Barbara a questo punto dice ad alta voce:

MA STAVO DORMENDO?

Il sonno che avevo è svanito completamente. Ho ancora i pochi capelli dritti per lo spavento.
Vorrei leggere ma non ho il libro sul comodino. Mannaggia, penso, l’ho lasciato in borsa.
Cosa faccio ora?
– Mi alzo per andare a prenderlo con il rischio di fare altro rumore e di scatenare la tempesta
– Rimango a letto nell’attesa che il sonno si impossessi di me come la follia si è impossessata di mia moglie?

Decido di non rischiare un infarto e rimango con gli occhi spalancati sotto il piumino.

Ore 01.11
Tutto tace e io ancora non dormo.

Ore (non pervenute)
Una vocina tenera giunge dalla cameretta:

Papà…

SullyMi alzo e sbatto contro l’angolo del mobile. Raggiungo Alice in cameretta trovandola seduta sul letto.
Lei mi dice: “Papà, ho fatto un brutto sogno”.
“Prendi Sally e dormi”
le dico tornandomene a letto.
(Sully è il peluches preso con i punti dell’Esselunga)
Normalmente dorme con Paperina, ma quando fa brutti sogni o ha paura usa Sully perché è più grande e la protegge di più.

Ore 7.10
Barbara si alza e mi raggiunge in cucina mentre sto preparando la colazione. La osservo con attenzione in attesa che mi dica qualcosa in merito alla notte appena trascorsa… niente!
Pian piano arrivano anche i bambini, ci sediamo a tavola e dico:

“Ma non ti ricordi nulla?”
“No. Che cosa?” risponde lei.

Inizio a raccontare e ci mettiamo tutti a ridere.

Barbara dice: “Vedi, se tu non fossi rimasto a guardare la tv e fossi venuto a dormire subito non sarebbe successo nulla!”  e se ne va.
“Quindi è colpa mia?” le chiedo senza ottenere risposta.

Guardo Alice che sorride ancora e dopo poco mi dice:

“Papà, me la racconti ancora che non ho capito niente?”

Walter, la sveglia!!!

Evito di raccontare i dettagli della serata, basti sapere che ci si è quasi allagata la sala a causa di una perdita del calorifero.
Mentre la mia dolce mogliettina aiutava il figlio maggiore nel ripassone pre-compito in classe e Alice mi chiedeva a raffica: “Papà, mi accendi la televisione? Voglio vedere un cartone“, io lottavo con un getto d’acqua tipo Geyser.

geyser

Per fortuna è venuto in soccorso il mio Super Papà e tutto si è risolto per il meglio.
Grazie ancora Papà.

Finiti i ripassi e i cartoni, i bambini vanno a nanna e Barbara li segue a ruota accompagnata dal mal di testa.
Io mi guardo 10 minuti di Hazzard su Fox Retro e un episodio di Top Gear. Alle 23.30 vado a letto anche io.

Leggo 10 minuti poi la vista si annebbia e gli occhi si incrociano. Spengo e mi addormento all’istante come solo mia moglie sa fare.

Sogno di essere in montagna, in un bosco di alberi altissimi che lasciano filtrare i raggi del sole che illuminano la neve che ricopre sentiero pianeggiante.
C’è gente in lontananza vicino ad una baita. Io seguo il sentiero che mi porta fuori dal bosco.
Il panorama è magnifico e sento il calore del sole sulla pelle. Mi fermo un minuto ad osservare la natura. 
Sento avvicinarsi qualcuno, forse uno sciatore di fondo che segue le tracce sul sentiero.
E poi… Continua a leggere