Una mano da incubo

Martedì, ore 4.00.

Mi sveglio.
Guardo l’orologio.
Dormono tutti.
Al mio fianco però Barbara è agitata.
Le poso una mano sul fianco per tranquillizzarla e…

“AHHHHHH!!!”

Inizia ad urlare e a respirate in modo accelerato.

“AIUTO, UNA MANO!”

Continua a voce sempre più alta.

“Sì è la mia!” cerco di risponderle.

“AIUTO AIUTO”

Miseriaccia, mi è venuto un coccolone. Avrò perso due anni di vita.

Ti ho solo appoggiato la mano sul fianco” le dico.
Ma non serve a nulla parlarle, anche perché in realtà non si è mai realmente svegliata e ora dorme come se nulla fosse.

Risultato:
Lei dorme alla grande.
Io con gli occhi sbarrati.

Martedì, ore 7.00.

Barbara, mi spieghi cos’è successo stanotte?
Ho fatto un brutto sogno e mi sono spaventata a morte!
A chi lo dici, urlavi come una pazza, sono io che mi sono spaventato“. “Vabbé dai, racconta!

Insomma, stavo rifacendo il letto e mentre infilavo le lenzuola sotto al materasso è spuntata una mano che mi ha afferrato il braccio!

Scusa ma tu sogni di rifare il letto?

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