Barbara minaccia… pioggia

ALLARME ROSSO: arriva NEFERTARI, hanno detto e scritto in molti.
Le previsioni meteo già da metà settimana avevano generato in me un malessere da weekend con brutto tempo.
Sabato ancora ancora, ma Domenica sarà una tragedia! “Pioverà tuuutto il santo giorno“, dicevano i meteorologi.

A casa mia non esiste l’improvvisazione. Beh dai, non siamo così “quadrati”, diciamo che alla casualità è sempre preferibile un minimo di organizzazione.
E per la Domenica ci eravamo organizzati non organizzando nulla.
Anche questo è organizzarsi, no?

palla_stagnoSabato mattina ho portato gli hobbit al parco delle papere: così è stato ribattezzato lo stagno all’interno del bellissimo Parco Nord di Milano.

Prendiamo le bici, dell’acqua e la palla rosa di Alice.
Sì sì, proprio quella che vedete nella foto.
Temperatura ottimale, ne caldo ne freddo. Pedaliamo lungo la ciclabile, Alice preferisce la strada asfaltata, Davide quella sterrata, ovviamente per fare le sgommate.
Inutile dire che il copertone posteriore sia arrivato alla tela.
Inutile anche dire che Alice dopo 2 minuti aveva dolori ovunque.
Questa estate ricordo che dopo soli 20 metri di pedalata si fermò d’improvviso dicendo: Papà, non ce la faccio più, non sento più le gambe e poi mi prude il cervello (indossava il caschetto e le prudeva la fronte).
Mia figlia è un’attrice.

Arriviamo allo stagno e Davide prende la palla, anche se rosa, e inizia a palleggiare.

“Davide, guarda che poi ti finisce in acqua, stai più indietro, vai sul prato, ora arrivo”.
“Davide, guarda che poi ti finisce in acqua, stai più indietro, vai sul prato, ora arrivo”.

A volte mi sembra di vivere in una puntata dei Teletubbies dove le cose vengono ripetute sempre DUE volte.

“Davide, guarda che poi ti finisce in acqua, stai più indietro, vai sul prato, ora arrivo”.
“Davide, guarda che poi ti finisce in…”
SPLAAAASH
“…acqua”. Appunto

bocca
Cosa puoi dire, oltre a “Bravo furbo” e “te l’avevo detto” ad un bambino che poi fa questa espressione? Niente.

Tento di recuperarla con dei rami putridi in ammollo dalla notte dei tempi dentro questa pozza popolata da decine di tartarughe e pesci scarpa, così li ha chiamati Davide.
Carpa, Davide. Si chiama Carpa“.
Ah ok, papà“.
Descrivere la sensazione che ho provato toccando uno di quei rami mollicci e viscidi mi risulta difficile, oltre che disgustoso. Ma se volete ci posso provare?
Comunque niente da fare, la palla era troppo lontana e quindi l’abbiamo lasciata elle Carpe.

Alice da attrice qual’è, come da copione, inizia ad interpretare la sceneggiata Napoletana:
La mia palla rosa“. Lacrimoni e singhiozzi. “La mia palla rosa“.
Poi attacca Davide con una delle sue facce dicendo alla sorella: “Non ti preoccupare Alice, te la ricompro con i miei soldi, ok?

Bambini, suvvia, è solo una palla. Dai, andiamo ai giochi“. Dico cercando di sdrammatizzare.

Ci sfidiamo in una gara in bici: Davide stravince. La bici sembra un’estensione del suo corpo. Che soddisfazione; Alice si impegna come una matta, fa le scorciatoie per imbrogliare e arriva seconda con il sorriso stampato in viso; Io taglio il traguardo con le braccia alzate gridando “PRIMO!

In coro: “PAPA’AAA, MA COSA DICI”.

Rientriamo a casa con la promessa di ricomprare la palla rosa di Alice già nel pomeriggio. La mamma aveva programmato una gita alla Decathlon già da qualche giorno. 🙂

Sabato sera al Cinema con amici per vedere il film con il titolo più lungo tra quelli in programmazione: Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: il mare dei mostri

Sapendo delle pessime previsioni per la Domenica, abbiamo vissuto un Sabato intenso.

Domenica mattina, come al solito, Alice si sveglia presto perché ha fame. Se sia finita nel lettone oppure sia stata rispedita nel suo letto, sinceramente non lo ricordo.
Però ricordo ancora la frase della buona notte che Barbara ha detto ai bambini la sera prima: “Domani farete i compiti per tutto il giorno
Con quel monito/minaccia, i bambini si sono addormentati con incubo assicurato.
Strano che la mattina non abbiano finto di dormire fino a mezzogiorno.

Come promesso, finita la colazione hanno iniziato a lavorare.
Alice (1a elementare) con la sua frase da copiare 5 volte: ELIA E ALINA SONO GRANDI AMICI, prima in stampatello maiuscolo e poi in stampatello minuscolo. Quando ha scoperto che oltre al maiuscolo c’era il minuscolo da fare, la sceneggiata Napolentana ha avuto inizio.
Davide (4a elementare) aveva una montagna di cose da fare ed è stato impegnato tutto il giorno.

Mentre Barbara minacciava i bambini per i compiti, il meteo non minacciava un bel niente. Per carità, meglio così. Ma uno poi ci fa l’abitudine, e se ti dicono che pioverà tutto il giorno, se poi non lo fa ci rimani male. No ci si può fidare più nemmeno del meteo.

L‘unica acqua che ho visto Domenica è stata quella che ha bagnato le piastrelle del salotto uscendo dal ferro stiro.
😉

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