Calabria 1.0: la bombola del gas

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E poi accade che ti finisca la bombola del gas proprio sul più bello: quando sta bollendo l’acqua per la pasta.
Barbara era appena riuscita a richiamare i marmocchi per farli avvicinare alla tavola.
Scatta il Piano B. Non ci ho mai riflettuto prima. Piano B significa sicuramente Barbara. Lei è sempre sul pezzo, anche in vacanza.
Quando ieri ha preparato un bidone di farro, si è parata il… ehm.

Mentre mi adopero, lei aveva già sistemato le creature. Brava Barbara.

Citofono al padrone di casa che mi dice di non sapere chi bisogna chiamare perché, riporto testualmente, “le bbombole le prendo a Cosenza, perché costano meno”.
“Qui vicino c’è uno che fa il servizio, sarà ad un chilometro”, mi dice. “La carrichiamo in auto e cela andiamo apprendere”, aggiunge poi.

“Uè Nani, mi sun de Milan. Chiamiamo il ragazzo che ce la porta a domicilio, come la pizza. E poi non ho portato in villeggiatura tutta la cassetta attrezzi e con le mani non riuscirei a smontare l’attacco.

Coinvolgo i nostri amici di Milano, la Stefania e il Giuseppe e nel giro di 2 minuti mi risolvono il problema: trovano il numero di telefono del Bar che fa il servizio bombole. Il Bar Reggio.
Mi scappa un parallelismo con Milano. Un bar nella città della Madonnina, oltre ai caffè, può offrire il servizio FAX, o la Wifi Free, qui le molto più utili bombole del gas. Fico.

Domanda 1:
la bombola è grande o piccola?
Risposta:
e che ne so, vado a vedere. Esco da casa della Stefania per prendere le misure. È alta circa 60 cm, dico ritornando dalla Stefy.

Domanda 2:
Di che colore è la bombola?
Risposta multipla:
Il padrone di casa dice nera (tirando ad indovinare)
Al telefono chiedono: è grigia?
Io rifaccio le scale e vado a controllare di persona. È Verde, scuro ma verde, come la speranza.
Vuole sapere il pantone? Vorrei tanto chiedere.

Dopo 10 minuti arriva il “tipo delle bombole” a bordo di un Ape Piaggio bianco (va di moda) senza portiere (per far prima a scendere e per tenere fuori la gamba in curva, l’ho visto), cambia la tanto desiderata bombola e poi si mette a chiacchierare all’ombra di una palma con me, il Giuseppe e il padrone di casa. Non è il tema trattato dal bombolaro ad avermi preoccupato, si parlava del mare della Toscana che ha avuto molte bandiere blu, ma che se ci entri non ti vedi nemmeno i piedi. Mi ha preoccupato quando si è acceso una marlboro appoggiandosi al cassone dell’Ape bianca carico di bombole del GAS.
STICAZZI.

Deglutisco rumorosamente e saluto il pubblico blaterando qualcosa sul pranzo.

A presto.

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