Omino Michelin

Questa mattina, come tutte le mattine, salgo con il mio monopattino in metropolitana cercando di anticipare la fiumana di persone che un autobus proveniente da Cormano ha riversato sul marciapiede.
Ho la fortuna di salire al capolinea, quindi il 99% delle volte il mio non più giovane (ma comunque sodo) deretano trova un comodo posto dove adagiarsi.
Solitamente scelgo il posto laterale della panchetta, quello con il palo e la sbarra orizzontale tanto comoda per apportarci il braccio e per incastrare il monopattino in modo che non dia fastidio.metropolitanam3

Apro virtualmente il libro – dire accendo il libro visto che uso il Kindle fa strano – e inizio a leggere. In pochi secondi mi ritrovo al freddo con Jon Snow sulla barriera a nord di Grande Inverno.

Alla fermata successiva sale il mondo intero e il posto libero accanto a me viene occupato da una donna possente che, per la caccia all’ultimo posto libero, ha sfidato un’altra donna (di dimensioni normali) con scatto e spintone finale. Eh sì, non ha vinto la più agile, ha vinto la più grossa.

Questa sciura dai fianchi larghi, ha occupato il suo posto più parte del mio e dell’altro a fianco.
Con una gentile sederata mi ha fatto scivolare di diversi centimetri fuori dal seggiolino, proprio dalla parte del mio appoggio per il braccio. Quindi mi sono ritrovato la sbarra nelle costole.

Vabbe, magari scende presto, ho pensato.
Ho pensato male. È scesa dopo 7 fermate.

Il libro è avvincente, quindi i fastidio alle costole non lo sento quasi più..
La sciura dai fianchi come una portaerei, si alza in prossimità di Centrale FS e scende assieme a più della metà delle persone.
Per un attimo mi sono distratto dal libro, più che altro perché ho potuto riprendere pieno possesso del seggiolino e dare respiro alle costole, nella speranza che salisse una ragazza sui 25/30 con abiti consoni alla stagione estiva e che si sedesse nel posto scaldato dalla sciura portaerei, ho ripreso la lettura.

Si dice che la speranza sia l’ultima a morire, no?
michelin-bibendumBeh, la speranza è morta quando anche l’ultima costola rimasta intatta ha subito il colpo definitivo.

Si è seduto accanto a me l’Omino Michelin. Indossava la cintura per evitare che il bottone dei pantaloni, staccandosi, potesse uccidere qualcuno.
Il Bibendum, è un personaggio a me caro perché sino a ieri ho posseduto un portachiavi a cui mi ero affezionato tantissimo, e l’ho perso! Sigh.
Dopo almeno 30 anni di onorato servizio. Addio caro portachiavi Omino della Michelin.

p.s. Certo che non pensavo di ritrovarti il giorno dopo seduto in carne e ossa (soprattutto carne) al mio fianco in metropolitana.

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