Papà, vengo a correre con te al parco

Venerdì 24 maggio 2013.
A dispetto della data, parliamo di primavera inoltrata, sembra di essere in tardo autunno, se non inizio inverno. Temperatura minima sotto i 10 gradi. Massima poco sopra.
Dopo una mattina e parte del pomeriggio di pioggia torrenziale, finalmente verso le 17.00 spunta un timido sole. La temperatura è ancora frizzante, ma la voglia di uscire per andare a correre al parco è tanta. Alle 17.00 al parco per correre? Ma questo qui non va a lavorare, vi chiederete. Oggi no, mi sono preso un giorno di vacanza. E l’ho preso consultando prima le previsioni meteo, che, tra l’altro, hanno fatto cilecca in modo Imbarazzante. Lasciamo perdere.
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Ritirati i figli da scuola, mia moglie porta la piccola Alice dal parrucchiere e Davide, il figlio maggiore, non ne vuole sapere di stare per un ora in mezzo a tutte quelle donne che (s)parlano contemporaneamente di tutto e tutti e dice: Papà, vengo a correre con te al parco.

Silenzio.

“Davide, guarda che ho intenzione di correre per almeno 10 km e non credo che tu regga per tutta quella strada.” A dire il vero non so se io reggerò per tutta quella strada, ma questo non voglio dirglielo. Per i figli di questa età ( 8 anni) i papà sono invincibili e fortissimi come dei supereroi. Certo che così rischio la figuraccia. Decido la strategia: partire con calma per non consumare le energie prima di lui. Sì ma lui ha 8 anni! A 8 anni si ha un’energia quasi inesauribile. Io ne ho 40 e la ciccia che ormai forma un unico addominale di certo non mi aiuta, anzi.

“Davide, facciamo così: ci vieni in bici, ok?”

“Sììììììì, wow in bici!!!!”

Perfetto.

Dopo esserci separati dalle donne di casa Perrucci, torniamo a casa per la merenda. Davide si è mangiato 2 belle fette di pane e Nutella. Io niente. E ci mancherebbe che mi fossi anche fatto la merenda dopo aver pranzato dai miei genitori con polenta e spezzatino. Le calorie devo bruciarle, non ingerirle.

Dopo aver attivato ogni congegno elettronico x monitorare il cuore e la performance agonistica, partiamo con calma. In realtà io parto con calma. Davide, che ha la Nutella in corpo, parte a 1000 ma si rende subito conto che suo padre sarà per lui una palla al piede, praticamente un freno a mano tirato.

Il sole ha vinto la sua battaglia contro le nuvole e ha finalmente iniziato a scaldare l’aria ormai satura di umidità. È giorni che piove. Non se ne può più.
Quando Davide, con uno scarto improvviso, mi dice: “ho evitato per un pelo una lumaca”, non faccio fatica a credergli. È tempo di lumache.

Ormai rassegnato per la velocità ridicola che io sto tenendo, mio figlio inizia nel tentativo di passare in tutte le pozzanghere che ci sono lungo il percorso… e ci riesce piuttosto bene.

Dopo 7 km e 1000 pozzanghere, raccolgo un po’ di fiato per chiedere:
“Davide, sei contento di essere venuto in bici?”
“Sì papà, molto”.
Non ci sono molte occasioni per fare qualcosa da solo con mio figlio. Anche se sono un lupo solitario, sono molto felice che sia venuto con me.
“Papà, alla prima panchina ci fermiamo?”.
“Perché ti vuoi fermare?”
“Così ti riposi un po’, sei tutto sudato!”.

Gulp.

Silenzio.

Appaio già così messo male ai suoi occhi? Mi viene da pensare.
È vero, sono piuttosto sudato. Ma lo sono anche perché indosso 2 magliette, una estiva e una invernale a maniche lunghe sopra. Vi ricordo che la temperatura era intorno ai 12 gradi.
Al Giro d’Italia hanno sospeso la tappa e cambiato il percorso di quella successiva eliminando il Gavia e lo Stelvio per la troppa neve!!!

“No Davide, grazie per il pensiero, ma non sono stanco. Pensa che siamo solo a metà strada!”

Sulla strada del ritorno ci siamo fermati ad un semaforo, a due fontanelle e, di conseguenza, per una sosta pipì.

Questo è il percorso che abbiamo fatto al parco nord di Milano:
Mappa percorso

Davide è stato bravissimo. Solo all’ultimo mi ha detto di essere un pochettino stanco. Andare pianissimo in bici per un ora e mezza (10 km/h), stancherebbe anche un ciclista professionista.

Abbiamo fatto anche stretching a fine attività. 🙂

Mi sa che la prossima volta preferirai restare a casa a fare i compiti.
Io vado troppo piano per te.

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