Mani di burro

Ore 1.30 (sì sì, proprio la 1.30 di notte)

SBAM!!!
Ops, mi è caduto il vassoio.

Ore 3.30

SBADABAM!!!
Mannaggia, scusate ragazzi, ma oggi devo avere qualche problema con la forza di gravità: mi cade di tutto.
Vi misuro la pressione e vi lasciò dormire.

Passano 10 minuti e dal corridoio…

RISBADABAM!!!
Ma cosa mi succede oggi, santo cielo!!!

Vi è mai capitato di passare una notte in ospedale? Da dejente intendo.
Spero con tutto il cuore di no.

Tralasciando i motivi, a me è accaduto e posso dire che succedono delle cose piuttosto bizzarre.

Come ad esempio l’infermiera del turno di notte che ha evidenti problemi con la forza di gravità.
Il vassoio che è caduto più e più volte durante la notte era di metallo. Immaginate quanto rumore possa fare un vassoio di medie dimensioni (carico di cose) quando cade da un’altezza di circa 1 metro. Tanto.

Ora capisco perché esiste il periodo di riabilitazione. Non è per recuperare le forze dopo un intervento, no no.
Serve per recuperare il sonno che, anche se ti metti a contare le goccioline che scendono lente lente dalla flebo come se fossero le pecorelle, non riesce mai a penderti del tutto.
Quando stai per addormentarti, e te ne rendi conto perché hai la sensazione di perdere l’equilibrio, o se stai leggendo, il libro ti piomba diritto sul naso dandoti una scarica di adrenalina che rimani sveglio ancora per rileggere lo stesso paragrafo altre 10 volte, rientra l’infermiera a misurarti nuovamente (e giustamente) la pressione.

Ma è sempre sveglio? mi chiede in tono preoccupato.

Con tutto questo rumore. Penso.
Ho difficoltà a prendere sonno. Rispondo.

Non ricordo il nome di quell’infermiera tanto gentile, peccato. È passata anche a salutarci quando ha finito il turno. Davvero gentile. Con le mani di burro, però gentile.

Riprendo un attimo il discorso sulle letture prima di dormire. A me è capitato di riprendere la lettura il giorno successivo e di non raccapezzarmi con la storia. Personaggi nuovi o situazioni che non collimano con quel che ricordavo. La sensazione di aver perso il segno era evidente. Eppure il segnalibro c’era. Era anche orientato. Sì, orientato.
Scusate ma sono l’unico ad orientare il segnalibro in modo da sapere esattamente in quale delle due pagine visibili sono rimasto? Mi sa di sì. Non ditemi che fate l’orecchio alla pagina.
Vabbe’, qualcosa non quadrava, avevo di sicuro perso il segno.

Era evidente che nella fase di addormentamento giravo le pagine senza accorgermene e che quindi il segno si trovava di qualche pagina oltre.

Con il Kindle questo non mi è ancora accaduto.
Si vede che il movimento del volta pagina viene automatico solo se hai un libro tradizionale. Con quelli elettronici ancora mi non viene da premere sul tastino in modo inconsapevole.

A proposito di Kindle. Il mio Kindle. Ripeto il MIO Kindle è ufficialmente diventato il Kindle di Barbara. La mia dolce mogliettina divoratrice di libri, se n’è impossessata. Quindi mi vedrò “costretto” a prenderne un altro… magari il Paperwhite.

Ad ogni modo, in ospedale, lo spazio e il tempo sono… diciamo diversi. Mi spiego.
Tra visite di controllo, medicazioni e misurazioni varie combinate con le piacevoli visite dei propri cari, l’agenda è fitta di impegni.
E non è finita… Il libro da ultimare, la rivista di moto da leggere (grazie Simone), una mail, una chattina e due chiacchiere con il compagno di stanza, insomma, non ci si annoia di certo.

Il vitto.
Tea, camomilla, succhi di frutta e acqua. Un continuo. È evidente che bere faccia bene, e di certo non ti fanno rimanere a bocca asciutta.
Sul mangiare avrei qualcosa da dire… Ma chiunque cucina meglio di me (Cucino io), quindi va bene anche l’ala di pollo che sembra di plastica come quella di Fantozzi con contorno di patate lesse spugnose.

E poi devi riuscire ad organizzarti le cose attorno in modo che siano raggiungibili senza compiere contorsioni. Se ti distrai un attimo, passa l’infermiera e ti sposta il tavolino dove ci hai appoggiato per un secondo il libro e quando te ne accorgi, lei è già uscita dalla stanza. 😀

Sorvolo sull’uso del pappagallo. Dico solo: grazie di esistere.
La sensazione che da il fare la pipì stando a letto è appagante. Sembra di tornati bambini.

Chiudo ringraziando tutto il personale medico e le infermiere dell’Ospedale San Paolo di Milano che mi hanno seguito con ineccepibile professionalità.

Ma un ringraziamento davvero speciale va a Maria C.
Grazie di cuore.

p.s. C’è sempre un lato positivo nelle cose. Sempre.

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5 pensieri su “Mani di burro

  1. BlackNicol

    eccoti finalmenteeee!! Cominciavano a mancarmi i tuoi scritti!!
    Mi fai sempre ghignare!
    Vosto che l’esperienza dell’ospedale l’ho provata pure io, condivido tutto! 😉
    ps: anche io orientavo il segnalibro…… dico orientavo perchè ora con il MIO KINDLE PAPERWHITE il segno resta automaticamente!! 😉

    baci
    Nico

    Rispondi
    1. ilwalterx Autore articolo

      Grazie Damiano.
      Il paperwhite è davvero notevole.
      6″ per leggere sono più che sufficienti e soprattutto sono pratici 😉
      Quando ci vediamo te lo porto.
      Ciao

      Rispondi

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