Buon Natablet

Con la pancia piena e le tasche più vuote in questi giorni di saldi Milanesi, si chiudono le festività.

C’è chi fa un elenco di buoni propositi per il nuovo anno e chi si lancia con coraggio in una lista delle 100 cose da fare prima di morire.
Io per ora incrocio le dita per salute, famiglia e lavoro, che poi sono le cose più importanti, ma se proprio vogliamo metterci anche il superfluo, mi riprometto di imparare a sciare in modo decente dopo aver praticato snowboard per 18 anni e di guardare tutti gli episodi di Bones con Barbara. Ma credo che sciare sarà meno impegnativo 😉

Torniamo alle feste appena trascorse ed al Natale in particolare.natablet

Non c’è che dire, questo è stato l’anno dei tablet, almeno lo è stato per me e per le persone che girano vicino a me in questo universo.

A settembre ho iniziato le danze in occasione del mio 40esimo compleanno.

Poi, a metà novembre, si è scatenato l’inferno.

Comunicazione di servizio, scusate:

Niky, posso nominarti?
Ok, grazie.

Niky, un’amica che è anche mia collega, salutista convinta che “vive da malata per morire sana” (così dice lei, ma questo è un altro discorso), ha un rapporto tutto particolare con la tecnologia e i computer in particolare. Diciamo che non è come Tecna delle Winx. Utilizza con paura di fare danni e quindi non osa. Fondamentalmente non le interessa l’argomento. Lei sa tutto su medicinali e patologie. Quando parli con lei ti sembra di essere nel mezzo di una puntata di Medicina 33 di Luciano Onder. E’ un mito!

Dicevo… Niky ha iniziato a chiedere qualche consiglio per la sua “pulce”. Così chiama sua figlia, anche perché se la chiamasse per nome usando il diminutivo, cioè Ale, in casa loro si girerebbero in due, perché anche il padre ha come diminutivo del nome Ale… Geniale!!!

Dicevo, mi ha chiesto qualche informazione e consiglio per consentire all’Ale, quella piccola, di studiare e fare ricerche per la scuola senza rovinarsi la vista sullo schermo del piccolo Netbook da 10″ che ha sempre usato.

Siamo partiti con varie possibilità: monitor esterno da collegare al netbook, computer fisso per un utilizzo di tipo Office, ma per esigenze di mobilità siamo finiti a cercare un computer portatile da 15″. Poi si sa com’è, l’appetito vien mangiando e parlando delle varie possibilità tecnologiche, siamo finiti a parlare dei tablet.

Vuoi non tenere l passo con i tempi la pulce?

Il portatile è passato in secondo piano e a questo punto è iniziata la caccia all’offerta migliore per il tablet più adatto a lei. Volantini, offerte online, centri commerciali e chi più ne ha più ne metta. Da impazzire. Decine di mail con foto, specifiche tecniche, marche e modelli diversi. Apple o Android? 3G, Wifi o entrambe?

Niky è stata bravissima, ha preso appunti su qualsiasi cosa, ha imparato decine di termini, tra i quali anche il cloud.

In una mail mi scrive:


AIUTOOOOOOOOOOOOOOOO

Walter, io mi sparo!

Non faccio in tempo ad imparare una cosa che ne esce un’altra!
Leggi:

La Prof. V…. ha bisogno di impostare un metodo per condividere file pesanti (al posto di utilizzare le chiavette). Le due possbili alternative sono “DROPBOX” o la “COMMUNITY” della scuola. Ci informerà su cosa dovremo fare sui nostri PC di casa e se necessario ci convocherà per spiegarci come funziona

Sentito l’argomento tablet, si è aggiunta alla ricerca anche… un attimo…

Giulia, posso nominarti?
Ok, grazie.

Si è aggiunta Giulia, perché suo figlio maggiore ha espresso il desiderio di avere un tablet. Lui soprannomi non ne ha, ma i 15 anni di un ragazzo nel pieno degli sbalzi ormonali, con tutto ciò che comporta, hanno fatto optare la saggia madre per un tablet dalle dimensioni e dal costo inferiore.

La pulce invece è femmina, ed è molto attenta alle cose, ma soprattutto non dovrà portare l’aggeggio a scuola.

Giulia nel giro di un paio di settimane ha concluso l’acquisto. Lei è così, quando decide una cosa non sta a girarci tanto intorno. E’ una donna decisa. Punto.

Con Niky siamo arrivati a ridosso del Natale. Confrontandosi con Ale (quello grande), una decisione l’avevano presa: il tablet per l’Ale, sarebbe stato un Samsung. Altra caratteristica fondamentale del tablet, il colore: Bianco.

A Natale l’Ale ha ricevuto il suo tablet bianco e da quel momento non se n’è più separata. 🙂
È diventato l’oggetto più conteso nella casa dei due Ale, più del telecomando.

Ma un’altra persona ha ricevuto un tablet per Natale… o meglio, per natale ha ricevuto una stampa del tablet che avrebbe ricevuto a Natale qualora ci fossimo decisi prima ad ordinarlo per riceverlo in tempo. Ma va bene ugualmente, perché dal momento che l’ha ricevuto, e che sono riuscito a farlo funzionare con una SIM dati, non se ne separa più nemmeno lei. Vero Angela?

Buon Natablet.

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