Evviva il Kindle

Da giovane non sono mai stato un lettore incallito e nemmeno ora che sono cresciuto lo sono. Di certo non raggiungerò i livelli della mia dolce metà o di mia cognata Antiniska che i libri li scrive anche (Dove vanno le iguane quando piove).

Diciamo che ho tante distrazioni (computer, fotografia, motori) che riducono sensibilmente il tempo dedicato alla lettura.

Principalmente leggo in metropolitana. Non sembra ma 12 fermate danno un discreto tempo per rimanere coinvolti nella storia con il rischio di perdere la fermata. Fortunatamente mi è accaduto 1 sola volta e ho saltato 3 fermate.

C’è solo un lato negativo della lettura… il peso.

Tra iPod, carica batterie, coltellino svizzero, occhiali da sole, caramelle, chiavi e schiscetta (ogni tanto), la borsa raggiunge un peso considerevole… se poi ci aggiungi un tomone da 700 o più pagine il mal di schiena è in agguato.

Da diverso tempo ho acquistato il Kindle (ebook reader). È stata la svolta.

Pesa pochissimo e poi ti fa venir voglia di leggere. Mi spiego.

Ho appena finito di leggere Hunger Games (0,99€ in offerta su Amazon), mi è piaciuto molto e ho già preso i 2 successivi.
L’ho letto anche in fretta, almeno rispetto ai miei standard.
Direte: Quante pagine?
Risposta: boh!!!

E proprio qui sta il bello.

Non sapendo quante pagine dovrai affrontare, lo farai in modo… “leggero”.
Lo farai con spensierata inconsapevolezza. Avrai solo un piccolo numero in basso che ti indica la percentuale di lettura rispetto al totale.

Ora sto leggendo Metro 2033 di Dmitry Glukhovsky

Sul sito c’è scritto 789 pagine… sarà ma il mio libro ne ha 657 ed è fitto fitto di parole. Per questione di costi di stampa avranno ridotto le pagine, riducendo ovviamente anche il corpo del carattere e l’interlinea.

Risultato: sembra non finire mai. Ogni pagina è luuunga da finire.

Ho DOVUTO prestare il Kindle alla moglie perché sta leggendo un mattone di Ken Follet poco adatto alla lettura metropolitana, interrompendo così la trilogia di Hunger Games. No problem ma questo rafforza la mia teoria: anche i più tradizionalisti prima o poi cederanno al lato oscuro della forza.

Il libro cartaceo è bello, ha il suo fascino, ma per chi come me legge principalmente in giro e non comodamente seduto sul divano o sotto il piumone, è la soluzione definitiva.

Evviva il Kindle.

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