Cucino io?

Dopo 3 giorni di mal di testa (causa influenza) passati in ufficio, oggi non ce l’ho fatta e sono rimasto a casa.

Ieri sera, dopo cena, la biondina di 5 anni e mezzo che vive in casa mia era insofferente. Le scoppiettava un orecchio e per questo siamo rimasti svegli fino alle 2 del mattino.

A casa mia i bambini possono dormire nel lettone solo se ammalati…
per condividere i germi.
È probabile che qualcuno dei due si inventi un malessere improvviso
per usufruire della regola. Di norma non è il figlio grande a farlo,
lei invece è piuttosto furbetta. È femmina.

Abbiamo tentato di metterla nel suo lettino con Rapunzel, Paperina e
tutti gli altri, ma non è durata più di un ora. Ora trascorsa con
lamenti strazianti provenienti dalla radiolina dell’Angelcare:
Maaaaaaammaaaaaa, non ho soooooonnooooo.

“Vuoi andare nel lettone”, dice la biondina di 40 anni.
“Sì, mamma”, le risponde senza far finire la frase.

Dopo un pochino andiamo anche noi a dormire. A me pareva di avere un
martello pneumatico in testa.

La bambina a letto si trasforma in un cavallo, scalcia e si agita.
Almeno questa volta no ha tirato gomitate, grazie Alice.

Sono le 2 e decido di andare nel suo lettino, almeno lì riuscirò a dormire.

Ore 6.00
“Maaaaaaammaaaaa”
“Che c’è?” dico io.

“Maaaaaaammaaaaa”
“Che c’è, sono qui, sono il papà”.

“Che ore sono? Sono già iniziate le Winx?”
“Sono le 6, Davide. È presto”
“Ok papà, ciao”

Tutto questo ha contribuito ad accrescere il mio mal di testa.

Suona la sveglia, mi alzo e corro nell’altra stanza per spegnerla.
Barbara mi dice: cos’era?
La sveglia, cara. È ora di alzarsi.
Non l’avevo riconosciuta, grazie per averla spenta tu.
Figurati, mi ha fatto piacere alzarmi di scatto, travolgere Rapunzel e
correre urtando contro il mobile. Dormi, vado a preparare la
colazione.
….

Mi sforzo e li accompagno con l’idea di sfruttare un giorno di ferie x
fare 100 cose. Niente di più sbagliato: l’unica cosa che riesco a fare
è infilarmi a letto e dormire. Ho dormito fino a mezzogiorno.

Mi alzo e… tac, il mal di testa non c’è quasi più. Miiii, non ci
posso credere.

E ora viene il dunque: il pranzo.

Vorrei evitare la pasta con il tonno. L’altro giorno, a pranzo con dei
colleghi, si disquisiva sull’utilizzo della scatoletta di tonno. Il
tonno ha salvato molti miei pranzi da single.

Oggi no. Decido di cucinare qualcosa di diverso. Sì ma cosa?

Facile per chi è abituato a cucinare e che magari lo fa anche con piacere.
Impegnativo per chi, con la scusa di mangiare verdure, si prepara una
semplice insalata.

Ora, non dico di diventare raffinati e fantasiosi come mia cognata Antiniska, come il
Marini (Toscano di origine e nella parlata ma il più Milanese di
tutti) o come la salutista Niky sempre attenta a ciò che mangia.
Ecco, giusto prepararsi qualcosa di diverso dalla pasta, semplice ma
diverso.

328.46….. Pronto?

No, non è la pizzeria che sto chiamando, sto chiamando la regina della casa. Barbara.

“Vorrei farmi della carne, come faccio?”

Lei è precisa, sintetica. Sa esattamente dove sono le cose, anche quelle nel congelatore.

Tutto chiaro finché non dice:
“Poi prendi l’Ariosto e ne spargi un pochino”

Uhm… L’Ariosto….

“Barbara, scusa ma… che diavolo è?”

Pelo 3 patate che riesco a far bruciacchiare nel prepararle arrosto. Sorvolo sul metodo che ho utilizzato per scongelare la bistecca.

Ecco il risultato:

20121019-160533.jpg

Il difficile non è cucinare, il difficile è farlo bene.

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